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Torino:senza incidenti il corteo Free Palestine

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Torino 10/05/08

E’ sfilato senza i temuti incidenti e senza le bandiere israeliane bruciate il tanto atteso e discusso corteo filopalestinese organizzato da “Free Palestine” per protestare contro l’invito a Israele come ospite d’onore alla Fiera del Libro in corso al Lingotto di Torino.

 

L’obiettivo degli organizzatori era di far sentire la propria voce di dissenso al “popolo deifreepalestine libri” e all’establishment politico culturale che ruota attorno alla kermesse culturale torinese. Obiettivo che hanno dichiarato raggiunto, dopo che hanno portato la manifestazione a chiudere proprio a ridosso dell’ingresso del Lingotto a meno di 200 metri dalla Fiera del Libro. E’ stato qui che agenti di polizia e finanzieri hanno bloccato il passaggio alle migliaia di manifestanti, 2.000 secondo la Questura, 6.000 per gli organizzatori, giunti nel tardo pomeriggio dopo quattro chilometri di marcia. Un corteo che e’ sfilato lentamente, piu’ simile a una passeggiata che ad una marcia inquadrata, percorsi senza tensioni grazie anche ad un imponente quanto discreto schieramento di forze di polizia.

Durante il corteo sono state ricordate le 5 persone uccise ieri nei territori occupati. Gli organizzatori, tra cui il segretario del Partito comunista dei lavoratori Marco Ferrando, hanno criticato l’assenza “degli stati maggiori della sinistra” nella difesa dei diritti dei palestinesi e responsabili “di una
catastrofe elettorale e politica”. Secondo l’ex esponente trozkista di Rifondazione, sono esponenti di una sinistra che e’ vittima della propria volonta’ di accreditarsi come “affidabili” presso la lobby ebraica in vista di un futuro ritorno al governo assieme al Pd.

Al corteo si sono visti, accanto alle sigle di movimenti organizzati (piu’ di cento organizzazioni antagoniste hanno aderito a ‘Free Palestine’), anche molti giovani. Tra i cartelli piu’ significativi, uno recitava: “73 risoluzioni Onu ignorate, terrore continuo, uccisioni quotidiane, decine di migliaia di incarcerati, distruzioni di case, fabbriche, uliveti, riduzione del territorio al 16 per cento. Ma a Torino Israele accolta con tutti gli onori”.

Alla manifestazione ha partecipato anche il gruppo “Jews against occupation”, “Ebrei contro l’occupazione”. A loro nome ha parlato in chiusura Giorgio Forti, professore emerito di Fisiologia vegetale all’Universita’ di Milano e membro dell’Accademia dei Lincei: “Aver invitato alcuni israeliani, favorevoli al governo, scartandone altri e soprattutto non aver invitato anche gli scrittori palestinesi, e ce ne sono molti e bravi, e’non e’ un’operazione culturale, ma politica. Per questo noi siamo contrari”.

Tra gli esponenti stranieri, anche il rappresentante del movimento per la pace di Israele, che ha ringraziato i manifestanti: “Per noi e’ molto importante avere sostegno internazionale - ha detto - soprattutto qui in Italia”.

rainews 24

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Gianfranco fini è il nuovo presidente della camera

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Il leader di An ha ottenuto 335 voti:«Onorare 25 Aprile e primo maggio»
Gelo del Carroccio sul tricolore:«La Padania ha la sua bandiera»
Gianfranco Fini è il nuovo presidente della Camera. Il leader di An ha ottenuto la maggioranza assoluta con 335 voti. Un applauso scrosciante dell’aula di Montecitorio ha salutato il raggiungimento del quorum.

«Sono un uomo di parte»
«Sono un uomo di parte, fortemente convinto della bontà dei valori che hanno ispirato il mio impegno politico», ma mi impegnerò per il «rigoroso rispetto del principio di assoluta parità di diritti tra tutti i deputati». Il leader di An, visibilmente emozionato, ha indicato con chiarezza nel suo discorso di insediamento a Montecitorio le linee guida della sua presidenza, che partono proprio dal riferimento ai valori. Un discorso di circa quindici minuti, con sedici applausi e una standing ovation finale, per definire la XVI legislatura per davvero come «una legislatura costituente».

Gianfranco Fini«Serve una legislatura costituente»
Fini invoca «una legislatura costituente» perchè «le sfide del tempo in cui viviamo esigono una risposta che metta la società civile in condizione di avvalersi di istituzioni più snelle ed efficienti». Laicità delle istituzioni, deferente omaggio al Papa, identità cristiana e Tricolore, impegno per dimostrare che i deputati non sono una casta alcuni tra i cardini della proposta di Fini, che poi ha indicato il 25 aprile e l’1 maggio come date di riferimento per gli italiani: «Celebrare la ritrovata libertà dell’Italia e la centralità del lavoro nell’economia è un dovere cui nessuno si può sottrarre», giornate «in cui si onorano valori autenticamente condivisi da tutti gli italiani», nel segno della «ricostruzione di una memoria condivisa» e di «una pacificazione nazionale tra vincitori e vinti».

“Sforzo comune per mettere fine alle morti bianche”

Nette le parole di Fini contro il «relativismo culturale», vera «minaccia» per «la nostra libertà e, di conseguenza, per la nostra democrazia». Al pari del «diffondersi di un senso di insicurezza tra i cittadini», da combattere attraverso il ripristino dell’«autorevolezza dello Stato, del principio di legalità e del diritto alla giustizia». Altrettanto preciso, infine, il richiamo al lavoro come «diritto di ogni cittadino ad avere un lavoro dignitoso ed equamente retribuito», con la capacità nel contempo di «garantire concordia tra capitale e lavoro e rispondere alla sfida epocale della globalizzazione» e non senza rispondere «all’imperativo morale del massimo impegno per garantire che il diritto al lavoro possa essere esercitato in condizioni di sicurezza», motivo per cui seerve «uno sforzo comune per mettere fine alle morti bianche».
La Lega non applaude al tributo di Fini alla bandiera italiana
L’unica nota stonata per la maggioranza arriva dalla Lega. Il Carroccio non ha applaudito quando Fini ha citato la bandiera Tricolore come simbolo dell’unità nazionale. «L’Italia ha il tricolore, la Padania ha la sua bandiera che è bianco-verde», ha rincarato Bossi. Pocho prima in Aula c’era stato uno scambio di battute tra i due leader improntato alla cordialità. Bossi, facendo il suo ingresso in Transatlantico alla Camera aveva salutato il leader di An: «Ehi Gianfranco!..». «Ciao Umberto, dove sono i fucili?», aveva risposto scherzando Fini, e Bossi aveva sorriso ma non aveva risposto.

Napolitano: “Un intervento non di parte”
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha definito non di parte il discorso di insediamento del presidente della Camera Gianfranco Fini e ha sottolineato di aver particolarmente gradito «il riferimento al tema del lavoro e della sicurezza sul lavoro» fatto nel suo intervento. «Un riferimento importante, che - ha aggiunto Napolitano - io ho apprezzato». Secondo Napolitano, complessivamente il discorso di Fini è stato un intervento «certamente non di parte».

Fonte : La stampa

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V2 Day a Torino

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Un esperienza fantastica quella del vaffanculo 2 day (V2 day) in piazza San Carlo a Torino, i primi numeri dicevano 150 mila persone circa ma secondo me eravamo molti di più le firme raccolte in tutta italia sono state veramente tantissime circa 450 mila una roba mai successa almeno in italia.

Ultimamente noto che la gente sia più invogliata a fare qualcosa sotto il punto di vista del condividere e partecipare alle scelte che cambieranno il paese o gli altri paesi (vedi petizione per il tibet), forse ci si sta rendendo conto che abitare in un paese non vuol dire soltanto sopravviverci.

Quella di ieri è stata una manifestazione di iniziativa popolare molto bella, non avevo mai visto tante persone unite in quella piazza se non in occasione del festivalbar 20o5 che strabordava di persone da piazza castello, ma qui ragazzi si parla di politica e per di più la notizia dell’evento non ha avuto i giusti spazi in televisone e sui giornali (cosa che invece accadeva c on il festival bar…), insomma è stata una bella festa della liberazione quella di ieri, se non altro per mandare a fare in culo chi sputa sopra la costituzione e ha il coraggio di rubarsi i nostri soldi, quelli per cui non ha mai lavorato! Beppe ha saputo come al solito essere unico e per questo tutta la città di Torino lo ringrazia, ha toccato veramente un sacco di temi che pesano su di noi e che neanche conosciamo (come le 130 basi militari nato in italia).

La gente un po’ alla volta sta iniziando a capire cosa gli succede attorno, forse a qualche ultracentenario riusciranno ancora a prenderlo per il culo ma a noi NO! Il risultato delle ultime elezioni è andato come è andato, Beppe per molti è l’ultimo bagliore di luce, per molti altri invece è ancora solo un comico o un aggettivo per definirlo tale.

questo per me è stato il momento più bello anche se dal vivo certo era un altra cosa..


V2Day IO C’ERO!
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