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Redditi on line… bufera 2 !

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Il Codacons ha deciso di passare dalle parole ai fatti, ha chiesto un maxi-risarcimento da 20 miliardi di euro al Pubblico Ministero di Roma che indaga sulla vicenda e invita tutti gli italiani il cui reddito è stato reso pubblico sul sito della Agenzia delle Entrate (quindi entrato nella rete P2p di emule, limewire, torrent) a chiedere l’indennizzo “per la grave violazione della privacy subita”.

soldiLa richiesta di risarcimento a persona dovrebbe riguardare una cifra compresa tra i 500 e i 1.000 euro, sarà lo stesso Codacons ad assistere tutti nell’operazione.

Il modulo per la richiesta dei danni è scaricabile direttamente sul sito del Codacons: www.codacons.it Sito che in queste ore risulta essere un po’ lento proprio a causa dei tanti accessi da parte degli utenti.

I redditi del 2005 sono in rete ormai, per scaricare posso consigliare questo e2klink di emule:

Raccolta redditi 2005 - Tutta Italia - Agenzia entrate - 20080501 - rev.00.rar
*pukins.com non si assume la responsabilità del materiale hostato su altri server, questo link può essere facilmente trovato in rete.

 

Ritengo personalmente che questa volta i politici si siano veramente spinti troppo avanti, noi siamo un paese democratico, ovvero, un paese in cui le leggi spettano al popolo; Qualcuno ha ricevuto la chiamata di Prodi per sapere cosa ne pensavamo noi comuni cittadini di questa cosa? a me non ancora…

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Redditi online, il P2p beffa il Garante ma si rischia l’arresto

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Il Garante della Privacy aveva chiesto che le dichiarazioni dei redditi fossero eliminate dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Ma ora i redditi sono a portata di tutti sul Peer to peer: tuttavia per trattamento illecito dei dati personali si rischia il carcereLa querelle sulla diffusione online dei redditi 2005 dei cittadini italiani, già nell’occhio del ciclone dalle prime ore, si complica.

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Dopo lo stop del Garante della Privacy intervenuto qualche ora dopo la diffusione dei dati in Rete ad opera dell’Agenzia delle Entrate, è intervenuta anche la Procura di Roma. Il Codacons ha depositato denunce in 104 Procure. Il Pm è pronto a indagare anche l’ex sottosegretario Vincenzo Visco, che ha però smentito che la decisione sia sua e secon do il quale non è stato commesso reato.

Redditi ancora online
L’intervento del Garante della Privacy, comunque, non ha messo al sicuro le denunce dei redditi 2005 degli italiani da occhi indiscreti. Nonostante lo stop dell’Authority all’Agenzia delle entrate le dichiarazioni sono ancora in rete grazie ai sistemi di file sharing che consentono la condivisione di file audio, video e appunto dati. Siti come e-mule a limewire, bit torrent o rapidshare permettono di scaricare anche a pagamento le dichiarazioni dei redditi degli italiani Regione per Regione. Dunque anche nelle poche ore in cui i dati sono rimasti in rete, mercoledì, i più ‘curiosi’ hanno potuto leggerli e magari anche scaricarli sul proprio pc e poi condividerli con altri.

Da Ferrero solidarietà a Visco
E in una nota Paolo Ferrero di Rifondazione comunista, ministro uscente della Solidarietà Sociale, esprime solidarietà a Visco: “Voglio esprimere la mia piena solidarietà a Vincenzo Visco. Si parla tanto e si denuncia il ruolo della ‘casta’ e poi alla prima iniziativa concreta che offre trasparenza a tutti i cittadini ecco che arriva l’attacco dei poteri forti. Vergogna”

Certo, l’”anarchia” del P2p non aiuta: il Garante ha dato lunedì come termine ultimo all’Agenzia delle Entrate per fornire spiegazioni; il giorno dopo seguirà la riunione del Garante stesso. Anche se Beppe Severgnini sul Corriere della sera commenta la vicinda con un tocco di ironia: “La privacy è importante, ma è altretta

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Redditi on line… bufera!

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Uno crede sempre di aver toccato in fondo e invece sembra che in questo paese non sisoldi smetta mai di scavare la fossa…

Qualche giorno fa, grazie a una legge fatta dall’ex premier Romano Prodi grazie all’ispirazione del vice ministro all’economia Visco, i redditi di tutti gli Italiani sono finiti su internet. Le conseguenze sono molteplici e diverse ma quel che più mi lascia sbigottito è che in qualsiasi posto statale, perfino nel curriculum vitae c’è bisogno di firmare la liberatoria della privacy che a quanto pare è momentaneamente andata a farsi fottere.

In molti altri paesi la situazione fiscale è ben diversa, i dati sono pubblicati ma solo ai commercialisti oppure sono pubblicati solo le dichiarazioni degli evasori fiscali ma in Italia vogliamo sempre distinguerci e come al solito farci prendere per il culo.

Il ministero delle entrate dopo 24 ore, si è reso conto della stronzata (voluta) e ha fatto chiudere il sito,,, peccato che i dati di un gran numero di cittadini siano diventati merce di scambio sulle principali rete P2P (emule, limewire, bittorrent) e quindi non sarà poi così facile fermare questa violazione della privacy legalizzata.
Il Codacons ha deciso di presentare una denuncia penale contro il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco a 104 Procure della Repubblica, affinche’ anche la magistratura apra delle indagini ”nell’interesse dei cittadini, palesemente danneggiati dalla pubblicazione dei propri redditi sul web senza la necessaria autorizzazione dell’Autorita’ Garante”. Lo rende noto la stessa associazione dei consumatori.

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