Postato il 05 Maggio 2008
Tags: 2008, bittorrent, cittadini, codacons, denuncia, emule, entrate, fisco, giovani, governo, legge, liberi, limewire, link, online, p2p, premier, privacy, prodi, redditi, soldi, visco
Il Codacons ha deciso di passare dalle parole ai fatti, ha chiesto un maxi-risarcimento da 20 miliardi di euro al Pubblico Ministero di Roma che indaga sulla vicenda e invita tutti gli italiani il cui reddito è stato reso pubblico sul sito della Agenzia delle Entrate (quindi entrato nella rete P2p di emule, limewire, torrent) a chiedere l’indennizzo “per la grave violazione della privacy subita”.
La richiesta di risarcimento a persona dovrebbe riguardare una cifra compresa tra i 500 e i 1.000 euro, sarà lo stesso Codacons ad assistere tutti nell’operazione.
Il modulo per la richiesta dei danni è scaricabile direttamente sul sito del Codacons: www.codacons.it Sito che in queste ore risulta essere un po’ lento proprio a causa dei tanti accessi da parte degli utenti.
I redditi del 2005 sono in rete ormai, per scaricare posso consigliare questo e2klink di emule:
Raccolta redditi 2005 - Tutta Italia - Agenzia entrate - 20080501 - rev.00.rar
*pukins.com non si assume la responsabilità del materiale hostato su altri server, questo link può essere facilmente trovato in rete.
Ritengo personalmente che questa volta i politici si siano veramente spinti troppo avanti, noi siamo un paese democratico, ovvero, un paese in cui le leggi spettano al popolo; Qualcuno ha ricevuto la chiamata di Prodi per sapere cosa ne pensavamo noi comuni cittadini di questa cosa? a me non ancora…
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Postato il 03 Maggio 2008
Tags: 2008, bittorrent, cittadini, denuncia, emule, entrate, fisco, giovani, governo, legge, liberi, limewire, online, p2p, premier, privacy, prodi, redditi, soldi, visco
Uno crede sempre di aver toccato in fondo e invece sembra che in questo paese non si
smetta mai di scavare la fossa…
Qualche giorno fa, grazie a una legge fatta dall’ex premier Romano Prodi grazie all’ispirazione del vice ministro all’economia Visco, i redditi di tutti gli Italiani sono finiti su internet. Le conseguenze sono molteplici e diverse ma quel che più mi lascia sbigottito è che in qualsiasi posto statale, perfino nel curriculum vitae c’è bisogno di firmare la liberatoria della privacy che a quanto pare è momentaneamente andata a farsi fottere.
In molti altri paesi la situazione fiscale è ben diversa, i dati sono pubblicati ma solo ai commercialisti oppure sono pubblicati solo le dichiarazioni degli evasori fiscali ma in Italia vogliamo sempre distinguerci e come al solito farci prendere per il culo.
Il ministero delle entrate dopo 24 ore, si è reso conto della stronzata (voluta) e ha fatto chiudere il sito,,, peccato che i dati di un gran numero di cittadini siano diventati merce di scambio sulle principali rete P2P (emule, limewire, bittorrent) e quindi non sarà poi così facile fermare questa violazione della privacy legalizzata.
Il Codacons ha deciso di presentare una denuncia penale contro il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco a 104 Procure della Repubblica, affinche’ anche la magistratura apra delle indagini ”nell’interesse dei cittadini, palesemente danneggiati dalla pubblicazione dei propri redditi sul web senza la necessaria autorizzazione dell’Autorita’ Garante”. Lo rende noto la stessa associazione dei consumatori.
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