Il Codacons ha deciso di passare dalle parole ai fatti, ha chiesto un maxi-risarcimento da 20 miliardi di euro al Pubblico Ministero di Roma che indaga sulla vicenda e invita tutti gli italiani il cui reddito è stato reso pubblico sul sito della Agenzia delle Entrate (quindi entrato nella rete P2p di emule, limewire, torrent) a chiedere l’indennizzo “per la grave violazione della privacy subita”.
La richiesta di risarcimento a persona dovrebbe riguardare una cifra compresa tra i 500 e i 1.000 euro, sarà lo stesso Codacons ad assistere tutti nell’operazione.
Il modulo per la richiesta dei danni è scaricabile direttamente sul sito del Codacons:www.codacons.it Sito che in queste ore risulta essere un po’ lento proprio a causa dei tanti accessi da parte degli utenti.
I redditi del 2005 sono in rete ormai, per scaricare posso consigliare questo e2klink di emule:
Ritengo personalmente che questa volta i politici si siano veramente spinti troppo avanti, noi siamo un paese democratico, ovvero, un paese in cui le leggi spettano al popolo; Qualcuno ha ricevuto la chiamata di Prodi per sapere cosa ne pensavamo noi comuni cittadini di questa cosa? a me non ancora…
Un ritorno al governo di Roberto Calderoli potrebbe avere ‘ripercussioni catastrofiche sulle relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Libia’. E’ il monito lanciato dal primogenito di Muammar Gheddafi, Seif al Islam, in una nota della Fondazione da lui presieduta e citata dall’agenzia di stampa libica Jana.
“Il signor Seif al Islam Moammar al Gheddafi fa presente della gravita’ di questa questione”, si legge nella nota in un riferimento alle “voci sulla possibilita’ di ricandidare nuovamente” Calderoli, che “si considera il vero assassino dei cittadini libici” morti nell’assalto al consolato italiani di Bengasi il 17 febbraio del 2006.
“Anche se la decisione e’ considerata un affare interno che riguarda l’Italia - prosegue la nota della Fondazione che fa capo a Seifl al Islam, considerato il successore del colonnello - qualora venisse riconfermato ministro, questa circostanza avra’ delle ripercussioni catastrofiche sulle relazioni fra l’Italia e la Libia”. Il comunicato ricorda che il 9 febbraio di due anni fa la stessa Fondazione aveva invitato a manifestare in segno di protesta contro Calderoli per aver indossato “una maglietta con i disegni offensivi e oltraggiosi all’Islam”.
Ma dimmi te se se i Libanesi ci devono venire a dare i consigli!
Grazie Gheddafi per esserti preoccupato, lo sappiamo anche noi che Calderoli è un cretino di merda, non abbiamo scelto noi di votarlo, le elezioni erano anticostituzionali e ora ci ritroviamo sta gente.
Il peggio del peggio è che i partiti sia di destra che di sinistra gli stanno dando massima solidarietà… a quel cretino! Già perchè solo cretino si può definire uno che fa di queste affermazioni
tanto per farvi capire l’elemento, cercavo il video dove mostrava la maglietta con la vignetta di maometto che ha fatto scatenare una specie di guerra civile ma ho trovato solo questo, Calderoli che definisce una porcata la sua stella legge
Uno crede sempre di aver toccato in fondo e invece sembra che in questo paese non si smetta mai di scavare la fossa…
Qualche giorno fa, grazie a una legge fatta dall’ex premier Romano Prodi grazie all’ispirazione del vice ministro all’economia Visco, i redditi di tutti gli Italiani sono finiti su internet. Le conseguenze sono molteplici e diverse ma quel che più mi lascia sbigottito è che in qualsiasi posto statale, perfino nel curriculum vitae c’è bisogno di firmare la liberatoria della privacy che a quanto pare è momentaneamente andata a farsi fottere.
In molti altri paesi la situazione fiscale è ben diversa, i dati sono pubblicati ma solo ai commercialisti oppure sono pubblicati solo le dichiarazioni degli evasori fiscali ma in Italia vogliamo sempre distinguerci e come al solito farci prendere per il culo.
Il ministero delle entrate dopo 24 ore, si è reso conto della stronzata (voluta) e ha fatto chiudere il sito,,, peccato che i dati di un gran numero di cittadini siano diventati merce di scambio sulle principali rete P2P (emule, limewire, bittorrent) e quindi non sarà poi così facile fermare questa violazione della privacy legalizzata.
Il Codacons ha deciso di presentare una denuncia penale contro il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco a 104 Procure della Repubblica, affinche’ anche la magistratura apra delle indagini ”nell’interesse dei cittadini, palesemente danneggiati dalla pubblicazione dei propri redditi sul web senza la necessaria autorizzazione dell’Autorita’ Garante”. Lo rende noto la stessa associazione dei consumatori.