Uno crede sempre di aver toccato in fondo e invece sembra che in questo paese non si
smetta mai di scavare la fossa…
Qualche giorno fa, grazie a una legge fatta dall’ex premier Romano Prodi grazie all’ispirazione del vice ministro all’economia Visco, i redditi di tutti gli Italiani sono finiti su internet. Le conseguenze sono molteplici e diverse ma quel che più mi lascia sbigottito è che in qualsiasi posto statale, perfino nel curriculum vitae c’è bisogno di firmare la liberatoria della privacy che a quanto pare è momentaneamente andata a farsi fottere.
In molti altri paesi la situazione fiscale è ben diversa, i dati sono pubblicati ma solo ai commercialisti oppure sono pubblicati solo le dichiarazioni degli evasori fiscali ma in Italia vogliamo sempre distinguerci e come al solito farci prendere per il culo.
Il ministero delle entrate dopo 24 ore, si è reso conto della stronzata (voluta) e ha fatto chiudere il sito,,, peccato che i dati di un gran numero di cittadini siano diventati merce di scambio sulle principali rete P2P (emule, limewire, bittorrent) e quindi non sarà poi così facile fermare questa violazione della privacy legalizzata.
Il Codacons ha deciso di presentare una denuncia penale contro il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco a 104 Procure della Repubblica, affinche’ anche la magistratura apra delle indagini ”nell’interesse dei cittadini, palesemente danneggiati dalla pubblicazione dei propri redditi sul web senza la necessaria autorizzazione dell’Autorita’ Garante”. Lo rende noto la stessa associazione dei consumatori.
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