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	<title>GIOVANILIBERI.net - La libera espressione dei giovani &#187; Criminalita&#8217; e Antimafia</title>
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	<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 14:36:19 +0000</pubDate>
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		<title>Veltroni: Berlusconi riporta il Paese nel passato</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 07:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Stasio</dc:creator>
		
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&#8220;Leggendo le dichiarazioni di Berlusconi contro la magistratura, sembra di essere tornati a quando? Cinque anni fa, o addirittura 12 anni fa? Il paese è tornato nel passato, ma noi non ci faremo rimettere nel passato&#8221;. Cosi&#8217; il segretario del Pd, Walter Veltroni, concludendo l&#8217;assemblea costituente del partito, commenta le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="testo">
<p>&#8220;Leggendo le dichiarazioni di Berlusconi contro la magistratura, sembra di essere tornati a quando? Cinque<img class="alignright" style="float: right;" src="http://img236.imageshack.us/img236/2655/mussoliniberlusconi4he9xf.gif" alt="" width="315" height="306" /> anni fa, o addirittura 12 anni fa? Il paese è tornato nel passato, ma noi non ci faremo rimettere nel passato&#8221;. Cosi&#8217; il segretario del Pd, Walter Veltroni, concludendo l&#8217;assemblea costituente del partito, commenta le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi sulla magistratura.</p>
<p><a href="http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=82979">&#8220;E&#8217; bastato un mese per riaprire la guerra con tutti. Il primo conflitto e&#8217; stato oggi con Barroso,<br />
che ha ripreso Berlusconi dopo le sue dichiarazioni sull&#8217;Europa&#8221;.</a></p>
<p>Sul cosiddetto buco di bilancio al comune di Roma Berlusconi &#8220;e&#8217; l&#8217;ultimo a poter parlare&#8221;<br />
perché quando ha governato il paese tra il 2001 e il 2005 &#8220;ha lasciato un deficit di 30 miliardi&#8221;.<br />
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		<title>Una Società Malata (Seconda Parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 17:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Venditti</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Scuola, da parte sua, non ha gli strumenti adatti per supplire a questa mancanza. Inoltre, l&#8217;escludere da questo sistema tutto ciò che non è calcolabile, porta la scuola a diventare un complesso menomonico-nozionistico, dove non si valuta nè si insegna ai giovani l&#8217;emotività, e nè tantomeno questi vengono spronati alla creatività e alla fantasia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Scuola, da parte sua, non ha gli strumenti adatti per supplire a questa mancanza. Inoltre, l&#8217;escludere da questo sistema tutto ciò che non è calcolabile, porta la scuola a diventare un complesso menomonico-nozionistico, dove non si valuta nè si insegna ai giovani l&#8217;emotività, e nè tantomeno questi vengono spronati alla creatività e alla fantasia. Il realizzare poi che le attuali conoscenze e la scienza non sono in grado di cambiare in meglio la società e la realtà, genera delusione, impotenza e frustrazione. Ciò comporta, secondo il prof. Galimberti, la perdita di fiducia nel futuro, che viene visto dai giovani non come una promessa, quanto piuttosto come una minaccia. Questa incertezza provoca paura e sofferenza, che si superano rifugiandosi nell&#8217;anestesia delle droghe, che danno un temporaneo piacere ed una temporanea eccitazione, ma che allontanano la nuda realtà dalla nostra percezione.</p>
<p>Senza scuole e famiglie, il ruolo principale di &#8220;educatore&#8221; è affidato oggi ai media, alla televisione, il cui obiettivo non è però l&#8217;insegnamento etico, bensì incrementare il &#8220;consumo&#8221;. Si fa strada in questo modo la cosificazione, la mercificazione di tutto: si diventa schiavi delle cose. Lo stesso corpo viene visto dagli adolescenti come un &#8220;capitale&#8221; da investire per vendere la propria immagine ed acquisire così consenso nella società. Nascono in questo clima i reality, le veline, i tronisti, da cui derivano quegli atteggiamenti, riscontrabili in età sempre minore, di mercificazione di se stessi, come dimostrano i numerosissimi filmati su youtube e i casi delle ragazzine che in cambio di ricariche telefoniche vendono immagini del proprio corpo. Il &#8220;cogito ergo sum&#8221; cartesiano si è trasformato in &#8220;adparo ergo sum&#8221;, ovvero &#8220;sono in quanto appaio&#8221;: l&#8217;etica dell&#8217;apparenza.</p>
<p>Gran parte delle manie della nostra società sono figlie del benessere: con la crescita del tempo libero cresce anche la noia (il tempo vuoto), vuoto non solo temporale, che si cerca di riempire con una distrazione sulla quale focalizzare la mente, finchè quella distrazione diviene l&#8217;occupazione principale. Poiché manca, come abbiamo visto, un&#8217;educazione emotiva, è spesso in questa attività che si sfogano le proprie emozioni, in modo incontrollato, dominato dall&#8217;indifferenza egocentrica e da un &#8220;sono fatto così&#8221; che assolve ogni comportamento. E&#8217; così che si fa strada la violenza. In particolare la violenza di gruppo, in cui si perde la responsabilità del singolo e in cui quindi è più facile agire e dare, da un lato, libero sfogo al proprio malessere, dall&#8217;altro, vendere un&#8217;immagine &#8220;potente&#8221; di se stessi all&#8217;interno del gruppo.<br />
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Al termine di questo discorso appare evidente che la cura per questo male parte dall&#8217;educazione. Bisogna rieducare i giovani all&#8217;emotività e alla morale, ridargli la speranza nel futuro, creare occasioni in cui possano tenersi occupati in qualcosa di costruttivo. Personalmente ho in mente delle iniziative da radicare nella società ed in particolar modo nelle strutture scolastiche e nelle associazioni sociali. La voglia di &#8220;immagine&#8221;, di &#8220;apparire&#8221;, che hanno i giovani di oggi, non va demonizzata nè repressa, ma è una potenzialità da sfruttare incanalandola verso modelli positivi: vanno sperimentate ed incentivate nuove forme di insegnamento ed apprendimento. A nulla servono le riforme scolastiche &#8220;formali&#8221; (come la riforma dei cicli della Moratti) o &#8220;minacciose&#8221; (come potevano essere alcuni provvedimenti di Fioroni), se non si affianca un nuovo modello che metta al centro i giovani di oggi e le loro passioni. Aiutiamo i giovani a riscoprire sè stessi, solo così saranno in grado di rapportarsi correttamente verso il prossimo, e di ritrovare quella speranza nel futuro.</p>
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		<title>Una Società Malata (Prima Parte)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 17:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Venditti</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; con rammarico, rabbia, delusione, ma soprattutto con preoccupazione che guardo agli avvenimenti che in questi giorni hanno popolato le cronache del nostro Paese. Nicola Tommasoli a Verona e Lorena Cultraro a Niscemi (CL) sono solo la punta di un iceberg, la parte più evidente ed eclatante di un degrado generale della società moderna. Questi casi rappresentano ciò che fa più notizia, ma è ormai evidente che ci sono moltissime situazioni simili e che non possono essere più considerate solo come delle sparute eccezioni. Certo, è indubbio che non si tratta di tutti i giovani, ma è comunque una parte importante sulla quale credo sia giusto fermarsi a riflettere.</p>
<p>Oggi ascoltiamo questi fatti con rassegnazione, spesso ci scivolano addosso, come se fossimo assuefatti a tanta disperazione, abituati al dolore. O forse, più semplicemente, ormai confondiamo la realtà con la fiction. E intanto andiamo avanti quasi automaticamente, presi dalla nostra quotidianità. Ma non dobbiamo dimenticare che dietro Nicola e dietro Lorena c&#8217;erano dei sogni, delle passioni, dei desideri, dei progetti, delle esperienze e delle vite che sono state troncate di netto, sopraffatte da altre vite, che per sentirsi tali avevano bisogno di risucchiare le loro.<br />
<!--adsense--><br />
Non possiamo non chiederci perché accade tutto questo. Gli atti che i giovani di oggi compiono sono delle reazioni, reazioni a sintomi profondi che dobbiamo valutare per diagnosticarne le cause. Per condurre l&#8217;analisi prenderò spunto dal libro di Umberto Galimberti, &#8220;<em>L&#8217;ospite inquietante</em>&#8221; (2007, Feltrinelli editore) molto completo ed esaustivo sull&#8217;argomento, aggiungendo ovviamente riflessioni e punti di vista personali.<br />
Le radici di questo malessere affondano pienamente nella società in cui viviamo e di cui siamo parte. La causa prima si può ricondurre al <strong>Nichilismo</strong>, che molto bene comprese già Nietzsche, ovvero quella perdita di valori e riferimenti certi e condivisi, un relativismo di tutte le cose, la perdita delle certezze ed anzi la negazione dell&#8217;esistenza di un qualsiasi valore e di una verità oggettiva. Questo si vede molto bene nel campo etico e morale: non esiste più un confine netto tra &#8220;giusto&#8221; e &#8220;sbagliato&#8221;. Bene e male sono anch&#8217;essi relativizzati, spostando sempre più in là il limite di quel libero arbitrio, ormai sconfinato nell&#8217;egoismo, nel porre come unico riferimento centrale se stessi e il proprio benessere. Ma il venir meno di alcuni principi morali non è colpa dei giovani, è responsabilità innanzitutto di una classe politica (riflesso della nostra società) che tralascia una discussione etica in nome di un laicismo esasperato, tale per cui lo Stato scivolerebbe da una perfetta equidistanza nei confronti di ogni posizione etica, verso una visione - più o meno dichiarata - di negazione delle convinzioni religiose e delle correlate impostazioni morali.</p>
<p>In secondo luogo, questo relativismo e scetticismo nei confronti dei valori, si rispecchiano nelle strutture principali in cui crescono i giovani: la <strong>Famiglia</strong> e la <strong>Scuola</strong>. Vi è senza dubbio una crisi della Famiglia, anch&#8217;essa sempre più &#8220;laica&#8221;, dai confini sempre più sfumati e &#8220;allargati&#8221;, segno della perdita di quei valori che stavano alla base della cellula minima della nostra società. Si perde il punto di riferimento centrale: i genitori diventano dei &#8220;complici&#8221;, se non degli &#8220;avversari&#8221;. Prova ne è che per farsi obbedire patteggiano e contrattano dei compromessi coi figli: «se vieni promosso ti compro il motorino», «se finisci i compiti puoi uscire»&#8230; Viene cioè a mancare il senso di responsabilità e di responsabilizzazione, rivalutando la mercificazione di ogni cosa. Si aggiunge a ciò il fatto che questa generazione di genitori, quando erano a loro volta giovani, si è sentita prevaricata, vessata, poco ascoltata e protetta, e dunque diventa iper-protettiva ed iper-permissiva nei confronti dei figli, giustificandoli anche quando sbagliano e concedendogli molta più libertà. E&#8217; così che viene meno il ruolo educativo della famiglia.</p>
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		<title>Naziskin : i colpevoli dell&#8217;aggressione a Verona</title>
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		<pubDate>Sun, 04 May 2008 18:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Stasio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Messo alle strette dagli investigatori della DIGOS, la mattina di domenica del 5 maggio del 2008 (oggi), un appartenente a un movimento neonaziasta ultras ha confessato di essere uno dei colpevoli dell&#8217;aggressione che la notte del 1 maggio ha portato Nicola Tommasoli, un ragazzo di 29 anni al coma per aver rifiutato di offrire una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Messo alle strette dagli investigatori della DIGOS, la mattina di domenica del 5 maggio del 2008 (oggi), un appartenente a un movimento neonaziasta ultras ha confessato di essere uno dei colpevoli dell&#8217;aggressione che la notte del 1 maggio ha portato Nicola Tommasoli, un ragazzo di 29 anni al coma per aver rifiutato di offrire una sigaretta a 5 ragazzi tutt&#8217;ora ricercati.<img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2d/Skinhead.gif" alt="skinhead" align="right" height="264" width="181" /></p>
<p>Le compagnie del ragazzo: la maggior parte di buona famiglia, erano già note da tempo alle forze dell&#8217;ordine,perchè impilicati in alcune aggressioni che avevano colpito recentemente la &#8220;Verona bene&#8221;.<br />
<!--adsense--><br />
Per gli inquirenti le compagnie del ragazzo e quindi i quattro ragazzi ricercati sono appartenenti alla formazone <a href="http://www.venetofronteskinheads.org/">Veneto Fronte Skinheads</a> questi elementi, erano non solo contro extracomunitari e stranieri ma bensì con <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75148">tutto quello che non risultava nella loro immaginazione omologabile alla loro vita.</a></p>
<p>Questione di poche ore e anche gli altri 4 nomi salteranno fuori, e poi, qualcuno pagherà e inizierà a capire che con gli ideali, i deficenti, si creano solo problemi.</p>
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		<title>V2 Day a Torino</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 14:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca De Stasio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Un esperienza fantastica quella del vaffanculo 2 day (V2 day) in piazza San Carlo a Torino, i primi numeri dicevano 150 mila persone circa ma secondo me eravamo molti di più le firme raccolte in tutta italia sono state veramente tantissime circa 450 mila una roba mai successa almeno in italia.
Ultimamente noto che la gente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un esperienza fantastica quella del vaffanculo 2 day (V2 day) in piazza San Carlo a Torino, i primi numeri dicevano 150 mila persone circa ma secondo me eravamo molti di più le firme raccolte in tutta italia sono state veramente tantissime circa 450 mila una roba mai successa almeno in italia.</p>
<p>Ultimamente noto che la gente sia più invogliata a fare qualcosa sotto il punto di vista del condividere e partecipare alle scelte che cambieranno il paese o gli altri paesi (<a href="http://www.avaaz.org/it/tibet_end_the_violence/" target="_blank">vedi petizione per il tibet</a>), forse ci si sta rendendo conto che abitare in un paese non vuol dire soltanto sopravviverci.</p>
<p>Quella di ieri è stata una manifestazione di iniziativa popolare molto bella, non avevo mai visto tante persone unite in quella piazza se non in occasione del festivalbar 20o5 che strabordava di persone da piazza castello, ma qui ragazzi si parla di politica e per di più la notizia dell&#8217;evento non ha avuto i giusti spazi in televisone e sui giornali (cosa che invece accadeva c on il festival bar&#8230;), insomma è stata una bella festa della liberazione quella di ieri, se non altro per mandare a fare in culo chi sputa sopra la costituzione e ha il coraggio di rubarsi i nostri soldi, quelli per cui non ha mai lavorato! Beppe ha saputo come al solito essere unico e per questo tutta la città di Torino lo ringrazia, ha toccato veramente un sacco di temi che pesano su di noi e che neanche conosciamo (come le 130 basi militari nato in italia).</p>
<p>La gente un po&#8217; alla volta sta iniziando a capire cosa gli succede attorno, forse a qualche ultracentenario riusciranno ancora a prenderlo per il culo ma a noi NO! Il risultato delle ultime elezioni è andato come è andato, Beppe per molti è l&#8217;ultimo bagliore di luce, per molti altri invece è ancora solo un comico o un aggettivo per definirlo tale.</p>
<p><em>questo per me è stato il momento più bello anche se dal vivo certo era un altra cosa..</em></p>
<p align="center"><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/na3SgYpEOZQ" width="425" height="355" wmode="transparent"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/na3SgYpEOZQ" /></object><br />
<em>V2Day IO C&#8217;ERO!<br />
<a href="http://www.beppegrillo.it/2008/04/ieri_a_torino_e.html" target="_blank">Video Torino1</a> | <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/04/il_v2day_a_tori.html" target="_blank">Video Torino2</a></em>
</p>
<p><!--adsense--></p>
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		<title>In ricordo di Bari 2008&#8230;.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 12:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio De Muzio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nel post precedente trovate spezzoni dei video della giornata, ma in questo post, in questo post voglio espletarvi le sensazioni di un viaggio di un&#8217; emozione unica vissuta dal gruppo studentesco di Torino gemellato per la causa e nella causa con gli amici di Foggia e Rivoli. Gli amici che hanno permesso che questo viaggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ilcantastorie.blog.kataweb.it/files/2007/10/amicizia.jpg" alt="memoria" align="left" border="0" height="216" hspace="5" vspace="5" width="250" />Nel post precedente trovate spezzoni dei video della giornata, ma in questo post, in questo post voglio espletarvi le sensazioni di un viaggio di un&#8217; emozione unica vissuta dal gruppo studentesco di Torino gemellato per la causa e nella causa con gli amici di Foggia e Rivoli. Gli amici che hanno permesso che questo viaggio, all&#8217;insegna della memoria, dell&#8217;impegno  e del ricordo delle vittime delle mafie, paragonabile a grandi linee a quello della memoria della shoa, fosse un&#8217;esperienza indementicabile.  Nel treno l&#8217;amicizia, la voglia di credere, di credere in un mondo migliore ci ha spinti ad approdare nel capoluogo pugliese carichi di energia, carichi di rabbia verso la criminaità organizzata, carichi di voglia di fare&#8230;una voglia di fare che ci ha accompagnato per tutto il viaggio. Indimenticabili gli amici di rivoli, si gli amici di rivoli con i quali abbiamo condiviso i momenti del viaggio in treno, affrontando discorsi di diverso genere sociale e politico, cantando insieme il mitico fabrizio de andrè, suonando con una chitarra distrutta condividendo momenti unici. Un&#8217;altro ringraziamento, forse ripetivo, và alle amiche di Bari, in particolare a manu, simo e carla che hanno condiviso con noi la loro voglia di vivere, la loro spensieratezza, il loro entusiasmo durante tutto il cammino insieme. Tra balli locali, canti inaugurali e momenti di puro relax. Ragazzi, ragazzi e ragazze non ci sarebbe termine a questo post, non c&#8217;è ma io sento il bisogno di comunicarvi, io come il resto della compagnia sentiamo il bisogno di comunicarvi quello che ci è rimasto di questo viaggio, che ricorderemo per molti e molti anni. Ed è con questa riflessione, con questi pensieri che vi invito, anzi che vi invoglio a partecipare a queste iniziative solidali, che vi incito a dare sfogo alle vostre emozioni alle vostre sensazioni e sentimenti. Un grazie a tutti, di cuore&#8230;..</p>
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